+7,2% nel 2013 e una crescita costante negli anni successivi fino ad arrivare a +8,5% (pari a 535 miliardi di euro) nel 2016. Su questo andamento positivo delle esportazioni, rilevato dal Rapporto Export 2013-2016 di Sace, influiscono soprattutto la qualità e l'innovazione di processo e prodotto messe in atto dalle Pmi.
Tra i mercati chiave per l'export del Made in Italy ci sono economie emergenti come la Cina (12,3% di crescita media annua nel periodo 2013-2016), il Brasile (+11,3%), la Romania (10,6%), la Turchia (+10,2%), la Russia (+9,4%) e la Polonia (+8,4%), ma anche mercati tradizionali come la Svizzera (+11,5%), gli Usa (+11,2%), la Francia (+7%) e la Germania (+6,6%).
A trainare le esportazioni sono gli alti tassi di crescita dei beni d'investimento, tra cui la meccanica strumentale (+9,7%) e le apparecchiature elettriche (+8%), e i beni intermedi dell'industria metallurgica (+10,1%), estrattiva (+8,8%), della gomma e della plastica (+8,6%) e chimica (+8,3%).
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